In tutta sincerità, non mi è mai interessato mangiare in un locale perché carico di anni, storia e ricordi. Che il Cambio, in piazza Carignano a Torino, telefono +39.011.546690, sia lì al civico 2 dal 1757, che Cavour lo considerasse la sua mensa e tanto altro ancora, ben poco mi importa al momento di decidere se prenotare o andare altrove. Per me il Cambio sta muovendo i primi passi, dall’aprile
Baronetto Torino 2015
2014, meno di un anno. Conta vi sia Matteo Baronetto, ex Cracco a Milano, conta che la nuova proprietà non abbia il braccino corto e abbia assecondato una profonda, intelligente ristrutturazione al punto che in mesi ancora più vicini a noi ha investito pure una farmacia all’angolo, chiusa da circa un lustro, e ora trasformata in un delizioso angolo bar-panetteria-pasticceria direttamente collegato al ristorante vero e proprio.

Oggi, domenica 18 gennaio, ho mangiato davvero bene, piatti quasi tutti fuori carta perché chi si accomoda al banco tra Farmacia e cucina
Baronetto ricci 2015
si mette nella mani dello chef e gli concede carta bianca al punto che si prenota direttamente a lui, chiedendo di Baronetto, massimo quattro coperti. Davanti a te il banco dei dessert (il laboratorio è nell’interrato), poi il quadrato degli antipasti e oltre i fuochi. Sei in prima fila e se ti trovi bene è solo per merito di chi c’è oggi. E così se qualcosa non ti torna.

Ho applaudito con maggior trasporto Scampo, lattuga e bottarga;
Baronetto baccalà 2015
Lumache, sedano al maraschino; Ricci, indivia, capperi (le foglie, croccanti) e cavoletto di Bruxelles (solo le foglie); Baccalà al rosmarino e bergamotto (spray); Testina di maiale al nero di seppia; Risotto tartufo bianco e zucca; Orata (cruda) alla mugnaia; Coda di bue brasata e rossetti crudi; Capriolo (crudo anch’esso) al cioccolato.
Baronetto coda di bue 2015
Dovessi comporre un podio, dall’oro al bronzo: Ricci, Baccalà e Coda di bue. Come da ordine di pubblicazione delle foto.

Annotazione finale: Torino ha saputo reinventare il Cambio, Milano invece ha lasciato “distruggere” il Savini. Una storia splendida e una storia triste.

Isabella Scuderi mi ha intervisto per il sito Honest Cooking. Devo
Intervista gen 2015
dire che è andata in profondità con le domande, altro che frivolezze. Un momento per me piacevole. Buona lettura.

Giornata singolare quella di lunedì 5 gennaio perché, fatta base a San Benedetto del Tronto, ho pranzato e cenato in Abruzzo, alle estremità di questa regione illuminata dal genio di Niko Romito. E al momento del primo, due spaghetti con la stessa anima: Aglio, olio e peperoncino. Solo che Nicola Fossaceca, al Metrò di San Salvo
Fossaceca spagghetti 2015
Marina in provincia di Chieti, li presenta rossi per via del pomodoro e “ingentiliti” da un battuto di crostacei crudi, mentre quelli di Emanuela Tommolini, all’Osteria Esprì a Colonnella nel Teramano, sono verdi per le cime di rapa.

Cartina geografica in mano, si nota come San Salvo sia l’ultimo comune abruzzese prima del Molise e Colonnella l’ultimo che si incontra a nord, prima di superare il corso del fiume Tronto ed entrare
Tommolini 2015
nelle Marche. Tra uno chef e l’altro corrono circa 145 chilometri, +39.0873.803428 il numero di telefono di Fossaceca, +39.0861.700013 quello della Tommolini. Cucina di mare per il primo, cucina vegetariana per la seconda che con la riapertura di dicembre, dopo le ferie autunnali, ha deciso di eliminare del tutto pesce e carne. L’Osteria Esprì è diventata così un Laboratorio artigianale di cucina naturale nel segno di “Essenza – Spirito – Piacere – Ricerca – Incontro”. Autentica qualità abruzzese.

Questo non sono ravioli qualsiasi e non solo perché li ho gustati in anteprima venerdì scorso all’Osteria Francescana a Modena. Sono
Bottura 2014 raviolo di lepre
l’incarnazione di una nuova idea di Massimo Bottura. Sopra tartufo bianco e all’interno lepre cruda, cioccolato, lenticchie, panettone, caffè, civet di lepre e balsamico concentrato di rapa. Il Natale in un sol boccone.

 

Harrods Pinchiorri 2014
Continuano le emozioni golose a Stelle di Stelle da Harrods, solo che con il cambio di mese, da novembre a dicembre, è cambiato pure lo chef, da Gennaro Esposito all’Enoteca Pinchiorri ovvero sia Annie Feolde e Italo Bassi, sempre nel segno di Identità con un menù speciale. Nella foto il dessert: Pane, cioccolato, olio e sale. Poesia.
Harrods Pinchiorri dessert 2014

pres libro lucio 02

Presentata lunedì scorso a Milano l’ottava edizione della Guida di Identità Golose, fatte le ore piccole a cena con tutti gli chef coinvolti nei vari ristoranti di Eataly Smeraldo, quando era ancora buio – e all’alba mancavano ancora un paio di ore – ho iniziato da Milano Linate un lungo viaggio e così eccomi a scrivere da Melbourne, ed è già giovedì 13 novembre.

Tre giornate scarse a testa in giù perché sono tra gli ottanta fortunati
Vue de Monde Melbourne 2014
invitati dall’ente governativo Tourism Australia a presenziare a quello che nell’immenso isolone oceanico viene giustamente considerato il pranzo dell’anno. Per lanciare la campagna Invitiamo il mondo a tavola, domani, venerdì 14 novembre, 80 tra giornalisti e chef di tutto il mondo raggiungeranno Hobart, in Tasmania, per partecipare alla cena The World To Dinner. Tre icone locali, Neil Perry, Ben Shewry e Peter Gilmore, cureranno un menù speciale, pensato perché si guardi al paese dell’Ayers Rock come a una meta golosa.

Restaurant Australia hanno battezzato il tutto. Noi italiano dovremmo prendere esempio.

Tanti autori definiscono un parto l’uscita di un loro libro. A volte è vero, a volte esagerano. Nel mio caso è vero. Nelle pagine di XXL, 50 piatti che hanno allargato la mia vita ci sono per davvero tutti i miei
XXL Perrone & Co
60 anni, rivissuti attraverso i pranzi e le cene che  fin da bambino hanno rappresentato qualcosa di decisivo per me, a iniziare dalla polenta di nonna Emma e zia Elena a Centa San Nicolò in Valsugana.

Curato da Annalisa Cavaleri (nella foto con Roberto Perrone, Oscar Farinetti e il sottoscritto) ed edito da Mondadori, il mio viaggio dalla taglia large a quella extra-extra-large ha vissuto la sua prima presentazione giovedì scorso da Eataly Smeraldo a Milano, una serata piacevolissima raccontata qui da Giorgio Gandola, uno che mi conosce bene, sia in versione giornalista sportivo sia di critico gastronomico. Buona lettura (possibilmente anche del libro).
XXL 50 piatti che hanno allargato la mia vita AME 300

Il mondo si divide tra chi sistema il rotolo di carta igienica in senso
Il rotolo di carta 2014
orario e chi sceglie quello antiorario, come nella foto. Per me quello sbagliato. Il lembo deve cadere in avanti. Fossero solo questi i guai…

Riccardo Gaspari, 29 anni, ampezzano, chef del Brite de Larieto,
Riccardo Gaspari 2014
ottimo agriturismo in una baita tra i boschi di Cortina d’Ampezzo. Ieri mattina, giovedì, ha nevicato, oggi sole splendente e poi una notte di stelle in cielo e di bontà nel piatto.

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