Il bello del Salento nasce anche dalla rete di città, paesi e frazioni che vanno a comporre un mosaico di straordinaria vita in una provincia di Lecce che conta 97 comuni, capoluogo compreso. Tantissimi, basti pensare che Bari con 41 nemmeno sfiora la metà. Se uno sceglie questo lembo estremo d’Italia per fare le vacanze, la prima volta rischia di non coglierlo, soprattutto se sceglie di fermarsi in una località sul mare. Ci vuole tempo e pazienza, poi pian piano capisci che sei preso in una ragnatela che, per quanto abusivismo sia tollerato e per quanti capannoni vengano eretti, racchiude un qualcosa di magico. La bellezza riesce ancora a prevalere sull’imbellicità interessata dell’uomo.

La quotidianità è scandita anche dalla necessità di spostarti e non solo per andare in spiaggia o sulle rocce. E’ quasi impossibile vivere in un borgo dove hai e trovi tutto. Il miglior stabilimento, i Bagni Marinelli, se ne sta a Patù, marina di San Gregorio; il miglior ristorante a Tricase, il Lemì, e il panettiere pure (come punto vendita perché l’Antico Forno ha la casa madre a Nociglia, +39.0836.939433); il ferramenta di riferimento è ad Alessano; il produttore di mozzarella (fiordilatte) ad Acquarica, Galata (superba la torta di ricotta al limone); il miglior rustico sempre a Tricase, al Bar del Popolo, +39.0833.544752; la (mediocre) mangiatoia per turisti a Patù, la Rua de li Travai, e così via, di insegna in insegna, di gioia in delusione.

Scoperta recente, di questo agosto, la miglior pasticceria-gelateria, la sola che possa metetrsi in scia all’Arte Bianca di Parabita, maestro pasticciere Antonio Campeggio. Spalle a Maglie, bisogna puntare il muso della vettura in direzione di Leuca: Caffè Italia in corso Umberto I 170 a Taurisano, +39.0833.622029. Aperta nel 1932, è il regno della famiglia Protopapa, con il nonno ricordato in un ritratto, il figlio Cosimo in laboratorio e il nipote Massimo al banco. A me basta sapere che non usano né strutto né margarina, solo burro, per applaudirli e tornare ogni mattina da loro, escluso lunedì perché turno di riposo.

Oggi Massimo mi ha stregato con un gusto che non ho mai gradito, figuriamoci amato: la menta. Una granita alla menta: “La provi, è diversa”. Verissimo, nulla a che fare con gli sciroppi che ci avvelenano. Credo che tante cose non ci piacciono solo perché non le abbiamo mai mangiate nella versione giusta, corretta e naturale. Può anche essere una questione di età. La primissima volta che un amico assaggiò, era ragazzo, la birra non gli piacque affatto e pensò a uno scherzo, a un qualcosa di aggiunto a tradimento. Ma in genere è una questione di mediocrità delle materie prime e di chi le lavora. Un pasticciotto al Caffè Italia è un momento di gioia assoluta e dal rispetto per il lavoro discende tutto il resto.