sab, 19 gen 2013
Lì al 117 di corso Garibaldi a Milano, arrivando dal centro sulla sinistra oltre largo La Foppa, l’Osteria Brunello, telefono +39.02.6592973, ha riaperto dopo le vacanze con un nuovo chef, Nicola Cortesi, e una nuova cera in sala. E lei, Tunde Pecsvari, ungherese, titolare e sommelier, sempre lì ogni sera con capelli lunghi almeno un metro e un sorriso che suona sincero.
Quel nome nell’insegna, Brunello, è un atto di fede in cantina, meno in cucina e forse è un bene perché a me, almeno nella mia città, le trattorie toscane sono venute da tempo a noia.
Tunde, che qualcuno traduce con Tiziana sbagliando, di giorno

attraversa la strada e si prende cura dell’altro suo locale, il Bento, un giapponese che merita per la sua disinvoltura stilistica. Morale: la stessa guida, milanese d’adozione, per due posti che non hanno nulla in comune tra loro.
E un rammarico: ho avuto modo di gustare il suo goulash casalingo. A parte farmi tornare con la memoria a quando scrivevo di sci, e nella sala stampa di Kitzbuhel in Austria la goulash suppe era un appuntamento imprescindibile dopo una giornata al freddo, non vedo l’ora arrivi Identità per poterlo pappare durante gli appuntamenti del Fuori Congresso. Purtroppo latita in carta.

19 gennaio 2013 alle 19:49
Beh che dire… dopo un endorsement del genere, non resta che mettere il goulash in carta anche in Osteria! Lo faremo presto e molto volentieri.
Grazie Paolo
19 gennaio 2013 alle 19:50
Beh che dire… dopo un endorsement del genere, non resta che mettere il goulash in carta anche in Osteria! Lo faremo presto e molto volentieri.
Grazie Paolo
20 gennaio 2013 alle 12:59
Ho bloccato 5 commenti perché c’è modo e modo di chiedere informazioni e certe forme non mi appartengono.
grazie
paolo marchi
21 gennaio 2013 alle 12:17
Anche noi non vediamo l’ora che sia in carta, Tunde