Moreno Cedroni 2013Io forse no perché sono eternamente alla ricerca del bello attorno e del buono nel piatto ma il secondo aspetto è sempre prevalente sul primo, certo che la spiaggetta di Portonovo, sotto la scogliera del Conero, ancora territorio comunale della città di Ancora, è già molto bella di suo con quei sassi bianchi e l’infinito del mare davanti, se poi vi aggiungi una creatura di Moreno Cedroni… Godere assicurato. E’ stato per anni così ed è tornato a essere così da una settimana, da sabato scorso. Il 1° giugno ha infatti riaperto il Clandestino, gravemente danneggiato a
Clandestino 2013 esterno
inizio novembre da una mareggiata al punto che si è pure dubitato potesse tornare in vita.

 

Non è mai stata una questione di progetti e di lavori, bensì di fondi perché in Italia già si fa fatica a riconoscere il valore dei grandi chef, figuriamoci aiutarli. Sono sicuro che l’amministrazione anconetana non è nemmeno sfiorata dal sospetto che vi sia chi scende a Portonovo per Moreno e la sua cucina e non per il mare in sé.

 

Il Clandestino ha sofferto all’inizio il fatto di essere la seconda insegna rispetto alla Madonnina del Pescatore a Senigallia, un posto dove celebrare il mondo dei susci
Clandestino 2013 finestra
italiani di Moreno, dove rilassarsi ma dove stavi bene ma dove non potevi fare l’esperienza della vita come nella casa madre. Nel tempo tutto questo è cambiato, grazie in prima istanza allo stesso chef che ogni stagione bella ha preso a proporre, accanto al noto dello stesso Clandestino, un menu degustazione pensato appositamente per Portonovo. Senza possibilità di confusione. La Madonnina è una cosa, il Clandestino 2013 sdraioClandestino un’altra e non si può nemmeno pensare a una sorta di formazione primavera rispetto alla prima squadra, perché non è un serbatoio di novità a cui attingere. Anzi, i piatti del Clandestino vengono testati nei mesi freddi a Senigallia coma la Zuppa inglese che ora splende una cinquantina di chilometri più a nord dove l’ho assaggiata a metà maggio.

 

Dopo il percorso dei fiori e quello dei colori, dopo la scorsa primavera-estate i susci selvaggi, il duettare nello stesso piatto di pesce e selvaggina, ora a Portonovo è la volta della vecchia, cara Inghilterra, di un Regno Unito al quale tutti invidiano breakfast, fish&chips, roastbeef e, forse, pure il tè. Il tutto partendo dal mezzo secolo trascorso dal primo
Clandestino 2013 finestreellepì del Beatles anche se poi non vi è traccia dei Favolosi quattro tipo una macedonia di fragole pensando a Strawberry Fields Forever o a un cocktail nel ricordo di Twist and Shout.

 

I vari piatti hanno per nome Ice Jolly (succo d’arancia, frutto della passione e whisky), Laverbread (Ricciola con salsa di alga nori, porro e kombu alla pentola a pressione), Roast beef (attenti: Tonno bianco, gocce di sugo della fettina di mia madre, topinambur al forno e salsa di sedano rapa), Chicken masala (Uovo in camicia, spada 35°, yogurt al cappero e salsa masala), Tea time (Spinosini, mosciolo selvatico di Portonovo, tè early grey), Fish & Chips (Il baccalà che salo io, pastella fritta, salsa di piselli e aceto, mostarda di mandarino), Zuppa inglese (Pan di spagna al
Clandestino 2013 Zuppa inglese
cioccolato, creme, gelato all’alchermes). Il prezzo? 85 euro, info al numero + 39.071.801422.