ven, 3 set 2010
Tra poche ore l’appuntamento sarà in Etelaesplanadi 14 a Helsinki, al Ravintola Savoy, il ristorante (ravintola in finlandese) che ospita la conferenza stampa del terzo appuntamento di Cook it raw, cuocilo crudo piuttosto che vivo, nel senso di non far passar tempo tra raccolto, produzione, uccisione e preparazione del piatto. Guai perdere linfa vitale, guai ammosciare gli ingredienti, impoverirli. Raccogli e cuoci, mangia e godi.
Dopo la presentazione e un party presso la produzione immagini, tutti a bordo del treno letto per Kolari, 900 chilometri verso nord, ben oltre Rovaniemi e il Circolo Polare, picnic a bordo, ognuno porterà qualcosa di buono da casa (io salame di Varzi ad esempio, pane nero, mortadella, pomodori secchi in salsa limoncina, Emmenthal) e lo dividerà con gli altri che saranno cuochi o giornalisti. Tempo di permanenza a bordo: quasi 14 ore.
Into the Wild, the wilderness of the Nordic Polar Circle, così ha
intitolato Alessandro Porcelli, che sul treno farà salire Albert Adrià, Inaki Aizpitarte, Fredrik Andersson, Alex Atala, Pascal Barbot, Claude Bosi, Massimo Bottura, Dave Chang, Quique Dacosta, Yoshihiro Narisawa, Magnus Nilsson (svedese, ho una gran voglia di conoscerlo perché arriva da un puntino chiamato Faviken, vicino Are, nella regione dello Jamtland, il mio ombelico mentale), Petter Nilsson, Daniel Patterson, René Redzepi, Davide Scabin e Hans Valimaki. E lassù incontreremo Timo Nienimen e tante figure che danno concretezza al posto, Erik, Jarkko, Jari…
Da Kolari a Levi e da lì tutt’attorno fino a lunedì mattina quando si farà rientro a Helsinki, dopo escursioni nei boschi, raccolta funghi, erbe e quant’altro appaia commestibile, pesca nel lago e nei fiumi, dopo la preparazione della carne di renna e le cene preparate dai maestri secondo ispirazione con quanto a disposizione più delle chicche tipo, leggo nel programma, “tagliatelle alla bolognese e risotto ai funghi”.

Mi emoziona l’idea di un viaggio verso il Nord, dove già ora il termometro di giorno fatica a superare i 10°, dove facilmente piove ma almeno non si è ancora sotto zero, dove conosceremo tutt’altri prodotti rispetto alla quotidianità di quasi tutti noi partecipanti.














