Vi ricordate cosa facevano le comari di Fabrizio De Andrè alle prese con l’esuberanza di Boccadirosa? Esatto: davano buoni consigli non potendo più dare cattivi esempi. In tal senso, il premio Faccia di Bronzo 2009 va a Vasco Rossi che ieri a Mantova, all’anteprima del suo nuovo tour, stufo (giustamente) di sentir dire di tutto sul suo stato di salute, ha annunciato di essere sano come il più sano dei pesci: «Sono fisicamente in forma, le analisi del sangue sono regolari, il fegato non è spappolato, anzi i valori sono quelli di un bambino. Ci tengo a rendere pubblica un’informazione di carattere personale perché mi pare che essa dimostri, secondo un medico scientifico, che l’erba, intesa come verdura, fa meno male dell’uva».

Intanto complimenti alla rockstar per essersi rivolto a un medico scientifico e non a un medico del cavolo, e complimenti doppi per il paragone tra «l’erba, intesa come verdura» e l’uva, che penso vada intesa come vino, un pericolo mortale così si adegua all’andazzo dominante, perché l’uva intesa come grappolo da tavola al massimo viene proibita da un dietologo a chi si accinge a iniziare una dieta, ma certo non passa per un veleno nemmeno al primo Rossi di passaggio.

Certo che Vasco mi delude: in milioni l’abbiamo sempre ritenuto un esperto di erba intesa come erba (e milioni lo amano proprio per questo) e adesso invece ci vuole fare capire che lui non andava al massimo, che al massimo andava dal fruttarolo e per l’insalata, non per l’uva. Di sicuro sta rincoglionendo, e questo spiega molto se non tutto, ma perché prenderci per i fondelli con la storiella dell’insalata e dell’uva? Non capisce che sputa su decenni di vita al massimo e delude chi lo ha sempre osannato e preso a esempio male/benedetto?

Un consiglio: è vero che l’uva intesa come vino fa più male dell’erba intesa come insalata, ma guai a fare di ogni erba un fascio. Le gente non è poi così pirla da non capire.