Paolo Marchi è nato a Milano il 20 marzo 1955. Figlio di Rolly, scrittore, fotografo e giornalista, ideatore del Trofeo Topolino di sci, e di Graziella, pittrice, è stata per 27 anni una firma della redazione sportiva del Giornale, testata dove per una ventina di anni ha curato la rubrica Cibi Divini (che purtroppo non sempre si sono rivelati tali) e per una dozzina la pagina Affari di Gola. Il 12 marzo 2007, un lunedì, è passato alla redazione Milano per lasciare definitivamente il Giornale il 28 febbraio 2011.

E’ stato professore alla facoltà di Agraria dell’Università di Parma dove ha tenuto un corso di Giornalismo gastronomico.

Nel gennaio del 2004 l’idea che gli sta cambiando la vita: realizzare Identità Golose, il primo congresso italiano di cucina d’autore. Missione compiuta felicemente tra lo scetticismo di molti. Rimanendo in tema, nel maggio 2007 la prima edizione di Identità Golose, Guida ai Ristoranti d’autore di Italia, Europa e Mondo, guida alla nuova cucina mondiale e nel giugno 2009 il debutto del congresso a Londra a cui sarebbe seguito quello a San Marino e a New York nel 2010.

Nel tempo, ha curato il ricettario dell’Istituto Oftalmico del Fatebenefratelli a Milano, i volumi Dessert al piatto, Don Alfonso, Sushi Susci e Pesce alle stelle per la Bibliotheca Culinaria, Cento per cento ricette di talento (la storia della sezione italiana dell’associazione dei Jeunes Restaurateurs d’Europe) e Multipli di 20 (protagonista Moreno Cedroni) per le edizioni Cucina&vini e le guide Milano da gustare (due le uscite) e Tutto pesce, che con il 2006/07 è giunta alla quinta edizione, per Gribaudo-Il Gusto. Nel 2008 infine, ecco per l’editore Textus Sapori d’Abruzzo.

Segue fin dalla costituzione i lavori della sezione italiana dell’associazione dei Jeunes Restaurateurs d’Europe e nel giugno 2006 ha vinto il premio Veronelli come scrittore enogastronomico emergente con una motivazione che contiene un complimento molto bello per chi scrive (“Viene premiato per il brio con cui ha scritto le sue guide, Tutto Pesce in primo luogo…”) e per una considerazione che riassume bene il suo impegno sospeso tra storia, realtà e sogno: “…e per la misura con cui, rispettando profondamente i valori della tradizione, è forse il critico più attento a tutto ciò che di nuovo bolle in pentola”. E nel febbraio 2007 il suo nome appare tra quelli dei giornalisti premiati in Campidoglio a Roma dall’Associazione Città del Vino “per avere contribuito a trasformare il modo di comunicare l’agroalimentare, il vino e i prodotti tipici”.

Sposato con Luisa Acciarri, marchigiana, è padre di Brando e di Viola e, idealmente, del cane Stella. Stonato dalla nascita, detesta i tromboni, la sciatteria e la volgarità, non si è mai laureato (in lettere moderne) e nel tempo libero ama scrivere, coccolarsi in famiglia e cucinare il risotto alle cipolle per gli amici, almeno dieci attorno allo stesso tavolo.